La Russia era la maggiore esportatrice di canapa

Tanto tempo fa la Russia era fondamentalmente un paese agricolo, e tra i prodotti più commercializzati all’estero c’era la canapa industriale.

La canapa industriale veniva coltivata in Russia fin dall’epoca precristiana per la produzione di abbigliamento, reti da pesca e corde, e successivamente per la realizzazione di finimenti per cavalli e corazze. I contadini mangiavano il cibo cucinato nell’olio di canapa.

A partire dal XVI secolo lo Stato russo iniziò a produrre più canapa di quanta ne avesse bisogno: si erano infatti aperti i mercati di esportazione. E fu così che la Russia divenne il primo esportatore mondiale di canapa industriale.

La Russia continuò a esportare canapa in più di 10 paesi europei. Nella seconda metà del XIX secolo, la canapa rappresentava tra il 50 e il 74% delle esportazioni russe, e alla fine del secolo, la Russia produceva 140.000 tonnellate di canapa, il 40% di tutta la canapa prodotta in Europa. Ma all’inizio del XX secolo, il sartiame di iuta sostituì quasi ovunque quello di canapa, e le navi a vapore, utilizzate dalla metà del XIX secolo, presero il posto dei velieri. Così la potenza della canapa dell’Impero russo giunse al tramonto. Ad oggi, la città di Dmitrovsk, nella regione di Oryol, porta sul suo stemma l’immagine di una pianta di cannabis, ricordandoci che in passato questa era la regione più importante nella produzione di canapa.

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