Grave esplosione in una ditta di cannabis light

Sono stazionarie le condizioni dei feriti dopo l’esplosione dello scorso 20 settembre nel capannone della “Tree of Light”, l’azienda di via Trezzano sul Naviglio che tratta e commercializza cannabis light. I due più gravi, i fratelli Palumbo, Giuseppe (25 anni) titolare dell’azienda e Sergio (20 anni), sono ricoverati nei reparti di terapia intensiva degli ospedali Niguarda di Milano e San Gerardo di Monza.  Meno grave, invece, la situazione di Saverio Sergi, il 67enne coinvolto nell’incendio dello stabilimento.

Quando è iniziato l’inferno i vicini hanno sentito una serie di esplosioni proprio come se fossero dei fuochi d’artificio, le detonazioni ci hanno messo ben poco per spaccare i vetri del locale e squarciare il soffitto. Un testimone ha raccontato di aver visto due ragazzi correre verso l’uscita, come delle torce umane.

Ancora parecchi dettagli sfuggono da questa vicenda: dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco ed, ovviamente, a fiamme domate, si è potuto risalire al luogo dello scoppio.

Il primo incendio è divampato da una stanza centrale dove è stata rinvenuta una grande quantità di gas butano; insieme a questo, sono state trovate numerose bombolette spray contenenti lo stesso gas. Proprio le bombolette, circa 5000 per l’esattezza, avrebbero provocato la serie di detonazioni. Potrebbe essere questa una prima causa, dato che il butano viene utilizzato per l’estrazione di THC.

Il locale, però, non aveva né permessi né alcuna licenza che attestasse l’uso per questo tipo di lavorazioni: praticamente non dovevano essere effettuate lì, anche perché qualche mese prima i Nas avevano effettuato un controllo riscontrando anomalie riguardo lo stoccaggio della canapa e irregolarità amministrative, nonché la mancanza di adeguata documentazione fiscale.

Da un controllo più approfondito dell’Arma è addirittura emerso che il proprietario ha precedenti per spaccio, il che ha fatto cambiare ipotesi sull’uso del butano nel momento antecedente all’esplosione. Ora, infatti, si presuppone che i due fratelli stessero lavorando della marijuana illegale.

Il butano viene utilizzato maggiormente per l’estrazione di olio, che sul mercato ha un costo molto elevato. Il Bhutan Hash Oil (così viene chiamato l’olio) rilascia degli effetti molti più potenti e duraturi dell’infiorescenza di canapa, con un contenuto di THC fino ad oltre  l’80%.

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