E se la cannabis light venisse definitivamente normata?

Dalla totale regolarizzazione della vendita della cannabis light, ovvero distribuendola in tutti i tabacchini così come avviene per le sigarette, lo Stato italiano potrebbe incassare imposte per 5 miliardi di euro e produrre risparmi sulle spese di magistratura e sicurezza per oltre 700 milioni.

È quanto dichiara il deputato di Italia Viva Massimo Ungaro, in un’interrogazione parlamentare all’interno della quale invita il governo a varare, dopo la legge n. 242 del 2016, le specifiche normative sulla cannabis light.

Ungaro rileva che, dopo il varo della legge sulla coltivazione della cannabis sativa e della circolare del Ministero dell’Interno del 31 luglio 2018 che ha fissato il limite dello 0,5% di Thc oltre il quale le infiorescenze sono considerate sostanze stupefacenti, si è assistito alla diffusione di centinaia di canapa shop dove è possibile comprare i prodotti della cannabis.

Il deputato cita uno studio dell’Università di Messina e afferma che “applicando una tassazione simile a quella dei tabacchi e sulla base di un prezzo di circa 10 euro, le entrate per lo Stato italiano sarebbero pari a circa 5 miliardi di euro”. A ciò si aggiungono 768 milioni di riduzione della spesa pubblica, di cui 540 milioni per la magistratura carceraria e 228 milioni per operazioni di ordine pubblico e sicurezza.

 

Post correlati