Anche la CIA Agricoltori prende posizione riguardo la canapa

Cia-Agricoltori Italiani si è espressa, chiedendo al Parlamento di fare chiarezza sulla canapa in seguito alla decisione della presidente del Senato Casellati di non ammettere nel maxiemendamento depositato dal Governo il provvedimento che avrebbe permesso di colmare finalmente un vuoto normativo, rendendo lecito l’utilizzo di tutta la parte della pianta per attività industriali e manifatturiere, con l’indicazione del limite di THC allo 0,5%.

Come abbiamo già detto altre volte, la canapa è il nuovo “oro verde” dell’agricoltura: la sua coltivazione in Italia ha visto un vero boom dell’ultimo triennio. La superficie dedicatale è, infatti, passata da 950 a oltre 3.000 ettari, coinvolgendo così centinaia aziende agricole.

Da segnalare poi il percorso avviato per una filiera tessile green da Cia attraverso il marchio degli Agritessuti. L’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo, responsabile del 20% dello spreco globale di acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica. Con la reintroduzione nel nostro Paese della coltivazione di canapa destinata al tessile, l’intero ciclo di produzione sarebbe 100% ecosostenibile: dalla semina fino all’estrazione della materia prima.

Siamo molto contenti che anche una grossa associazione come la Cia abbia ben compreso le enormi potenzialità di questa pianta e di quanto sia assurdo che ancora non sia stato regolamentato il settore.

Post correlati