Anche la Cassazione scagiona la canapa

La Corte di Cassazione ha dato ragione ad un’azienda di cannabis light che circa un anno fa aveva subito il sequestro dei suoi prodotti; infatti, sostiene l’Autorità, in assenza di una regolamentazione chiara al livello nazionale sulle infiorescenze della canapa la questione deve tornare al Tribunale ordinario.

Nello specifico le motivazioni della sentenza sono chiare: in Italia non ci sono norme precise che valgono per tutti e questo fa sì che ogni volta i Tribunali debbano decidere se i vari sequestri che avvengono in giro per l’Italia sono giusti o sbagliati in base alla pericolosità e all’efficacia drogante dei prodotti commerciati.

“Questa sentenza ci dice che abbiamo ragione – ha commentato il titolare della società – aggiungendo che i prodotti che vendiamo non hanno effetto drogante. Sul CBD il ministro Speranza e il governo sembrano averlo capito e questo ci permette da ora di tornare a vendere gli oli. Rimane da combattere la battaglia sugli altri prodotti, per esempio contro la direttiva del Direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha bloccato la vendita delle infiorescenze nelle tabaccherie. Abbiamo fatto un’istanza di annullamento e attendiamo un riscontro in settimana”.

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