La guida all’essiccazione della cannabis light

Nel momento in cui sconfezionate una bustina della nostra canapa legale l’arma sprigionato non è frutto solo di una coltivazione attenta e biologica, ma è anche il risultato di una selezione delle migliori infiorescenze, essiccate in maniera lenta, artigianale ed attenta.

Così, vengono selezionate le infiorescenze dalla colorazione uniforme e vengono appese a testa in giù in una stanza buia, oppure stese su delle reti: in questa fase risulta essere molto importante che i fiori non si tocchino tra di loro in modo che l’aria possa passare liberamente.

Le infiorescenze essiccate correttamente mantengono alti valori di CBD e per ottenere questo risultato, oltre alla condizione imprescindibile dell’assenza di luce, la temperatura deve mantenersi costante sui 20 gradi per i primi tre giorni, per poi essere abbassata a circa 17-18 gradi: ciò permette a buona parte dell’acqua in eccesso di evaporare rapidamente, portando con sé anche altri composti contenuti nella materia vegetale. Il processo di essiccazione infatti mira ad eliminare buona parte del contenuto d’acqua, rendendo l’infiorescenza sensibile ad una facile combustione.

L’intero processo può durare circa 10-20 giorni, e durante questo periodo, in ogni caso, l’umidità non deve superare il 50%.

Quando le infiorescenze saranno pronte, dopo aver passato dai 10 ai 20 giorni nel laboratorio al buio, con temperatura e umidità costanti, possiamo verificare così la loro essiccazione: se il ramo, piegato tra le dita, si spezza, possiamo procedere con la concia. Se invece si piega senza spezzarsi, è segno che i nostri fiori hanno bisogno di altro tempo per essere pronti.

 

 

 

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