La clonazione della cannabis light

Come ben sappiamo la cannabis light può essere clonata. Non si tratta di esperimenti limite, ma di un’operazione piuttosto ordinaria. Tra le proprietà della cannabis light c’è, difatti, quella di potersi riprodurre tramite taleaggio, come avviene anche per altre tipologie di piante.

Una talea altro non è che un ramoscello tagliato da una pianta più grande, definita “madre”, che dopo essere stato tagliato e piantato comincia a generare delle radici. Questo processo porta a generare una nuova pianta che è geneticamente una copia esatta della pianta madre, a tutti gli effetti quindi un “clone”.

Una pianta madre può essere mantenuta in ottima salute per diversi anni, permettendo ai coltivatori di dare origine ad un enorme numero di talee da ogni pianta. Il segreto è non portarla mai alla fase di fioritura, regolando attentamente la quantità di luce che la madre riceve ogni giorno. Va da sé che questa tecnica è più facilmente gestibile se effettuata indoor, dato che si può controllare la luce ricevuta dalle piante.

Non è invece possibile mantenere a lungo una pianta madre se si tratta di una varietà autofiorente, poiché l’entrata in fioritura di queste piante non dipende dalla luce che ricevono, ma cominciano a fiorire una volta che hanno accumulato una specifica quantità di calore.

Clonando la cannabis light da piante madri è sicuramente più semplice ottenere un’alta omogeneità del prodotto finale, che sarà disponibile in un tempo inferiore rispetto alla semina. Un altro vantaggio è che i costi di produzione sono più contenuti e la disponibilità delle talee è generalmente immediata.

 

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