Come coltivare la cannabis light

La coltivazione casalinga della cannabis light può essere effettuata grazie al ricorso a un dispositivo conosciuto con il nome di grow box: si tratta di una tecnica valida per la canapa legale ma che in realtà può essere adottata in un ambiente chiuso per qualunque tipo di pianta. In assenza di grow box, si può fare riferimento a una serra di piccole dimensioni o anche solo a una stanza dedicata, la cosiddetta grow room. In tali contesti si attuano le diverse fasi di sviluppo della pianta, che così ha modo di crescere. L’impiego di strumenti professionali specifici e l’adozione di tecniche ad hoc garantiscono la perfetta riuscita di ogni passaggio, a partire dal momento della germinazione per giungere a quello della fioritura.

Sono molteplici gli aspetti che devono essere verificati se si vuol essere certi di allestire una grow room o una grow box in modo adatto, e tra questi c’è di sicuro l’impermeabilità all’aria. Occorre, infatti, una chiusura di tipo ermetico dell’ambiente, in modo da sfruttare la possibilità di controllare al suo interno la temperatura attraverso appositi strumenti. È molto importante che il clima sia favorevole alle piante, poiché solo in questo modo queste riusciranno a dare il loro meglio. Nel momento in cui si provvede all’allestimento dello spazio è doveroso  accertarsi che non possano essere prodotti odori sgradevoli e che venga impedito l’ingresso di parassiti o correnti d’aria poco gradite. Ciò non toglie che sia fondamentale il ricambio di aria, ma per questo è sufficiente installare uno split A/C o un estrattore.

Non meno importante, poi, è l’importanza della luce. Per questo scopo bisogna verificare che l’ambiente risulti al 100% isolato rispetto alla luce esterna, in modo che sia semplice controllare la luce interna. La pianta di canapa è una di quelle che, per essere in grado di fiorire, necessita di buio senza soluzione di continuità per dodici ore alternato a luce per dodici ore. È indispensabile evitare che il periodo di buio di dodici ore venga interrotto, perché il rischio che si corre è quello di rese inferiori o perfino della rovina totale del raccolto.

Sono, quindi, diversi gli accorgimenti che è opportuno adottare per raggiungere i migliori risultati della coltivazione indoor della canapa legale: tra questi c’è anche il controllo del clima. L’umidità e la temperatura sono due degli aspetti del microclima dell’ambiente di coltivazione che vanno controllati in maniera costante; lo stesso vale per la sottopressione innescata dai vari accessori, tra cui l’estrattore di aria. Per tali motivi non si può fare a meno di elettricità stabile, che viene messa a disposizione da un pannello elettrico che andrà collegato in sicurezza all’impianto. Più nello specifico, l’estrattore è un dispositivo per mezzo del quale è possibile generare all’interno del locale il ricircolo di aria necessario: si tratta di un aspetto decisivo per impedire la comparsa di muffe e per evitare che le piante si ammalino. È sufficiente ricorrere a un normale a filtro a carboni attivi, poi, per dire addio agli odori meno piacevoli. C’è un altro fattore da non sottovalutare correlato al ricambio di aria: esso, infatti, assicura l’ingresso prolungato di nuova anidride carbonica, favorisce l’estrazione del calore generato dalle lampade e stabilizza l’umidità e la temperatura.

 

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