Combattere le cimici della canapa

La grande diffusione delle cimici provenienti dall’estremo oriente sta creando ogni anno sempre più gravi danni alle coltivazioni italiane, anche la canapa subisce gli attacchi delle spietate cimici asiatiche che sono davvero specie aggressive.

Da circa dieci anni, infatti, siamo stati costretti a dover gestire anche le cimici provenienti dall’Asia che sono purtroppo golosissime di canapa. La cimice marmorata, o cimice asiatica è un insetto proveniente da Cina, Giappone, Corea e Taiwan. Il suo arrivo in Italia è stato uno shock per i coltivatori che erano abituati ad avere a che fare con la cimice verde molto meno aggressiva. L’asiatica cimice marmorata è più scura e cattiva, prima di giungere a noi ha colonizzato negli anni ’90 l’America del nord  creando scompiglio tra i coltivatori.

Ma come fanno questi insetti a muoversi da un continente all’altro? Semplice, si nasconde a bordo di container per poi colonizzare le zone di campagna e anche le città.

Avete visto insetti sospetti e volete aver e conferma della presenza di cimici asiatiche tra le vostre colture? Per fortuna a differenza di altri parassiti queste cimici sono molto facili da individuare per le loro dimensioni e lente abbastanza da essere catturate con facilità.

É molto facile riconoscere questi insetti a livello visivo. Sono relativamente grandi (1,2 – 1,7 cm) hanno una corazza molto dura dalla tipica forma di scudo, color marrone cenere o marrone scuro con delle venature dal tono differente.

Una o due cimici non danneggiano, fortunatamente, in modo irrimediabile una coltura ma potrebbero essere i primi sintomi di un’infestazione più seria. Osservarle, identificarle ed eliminarle per tempo vi permetterà di salvare le vostre piante da danni enormi. Perché le cimici marmorate sono golosissime di semi, fiori e foglie di cannabis, si nutrono di questa pianta, la distruggono e vi fanno il loro nido depositandovi le uova. Generalmente le usano come riparo e luogo per mettere su famiglia durante la stagione invernale, insinuandosi specialmente all’interno delle serre e riproducendosi a più non posso. Se avvertono la presenza delle loro amate piante in un ambiente protetto e caldo sono capaci di sfruttare ogni pertugio pur di prenderne possesso e divorarle mentre siamo distratti.

Dopo aver capito che aspetto hanno e aver appurato che sono proprio loro gli strani insetti che si aggirano attorno alle vostre predilette vi consigliamo di intervenire subito per essere certi di non subire un attacco in forze. La prima cosa da fare è ripulire lo spazio intorno alle piante e renderlo libero da eventuali rifugi per insetti, anche il suolo va rastrellato e le erbe infestanti rimosse. In questo ambiente esposto sarà più semplice individuare e rimuovere le cimici, metterle in un sacchetto e poi gettarle lontano dalle piante o liberarle in una zona boschiva (se proprio non ve la sentite di ucciderle e attirare bad karma).

L’ispezione e rimozione va portata avanti per parecchi giorni, inoltre è molto importante cercare traccia di uova che si presentano come chiazze biancastre in rilievo e si trovano tipicamente sulla superficie delle foglie. Se ne trovate consigliamo di rimuovere la foglia in questione per non correre rischi (l’ideale è chiudere le foglie in un sacco e poi bruciarle insieme ai corpi delle cimici morte. Dopo aver fatto tutto ciò è opportuno lavare le piante con una pompa a getto per far esporre eventuali cimici nascoste e lavare via le uova che non avete visto. La pulizia del suolo dopo questi passaggi è fondamentale!
Un’altra precauzione importante dopo la pulizia è proteggere fisicamente le piante con delle reti protettive, dei teli di tessuto speciale che lasciano passare luce e aria ma non gli insetti!

Il nostro consiglio è continuare con la prevenzione, mantenendo pulita l’area di coltura e i dintorni, proseguendo con i controlli accurati e utilizzando un dissuasore naturale contro i parassiti. Un tipo molto efficace è l’olio di neem un insetticida naturale molto valido, economico e facile da reperire che ha un odore non gradito a moltissimi insetti infestanti ma che non è tossico per l’uomo e può essere “sciacquato” con facilità dalle piante e dai fiori qualche giorno prima della raccolta.

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