Nuove norme proibitive sugli alimenti alla canapa?

Dal parlamento europeo potrebbe arrivare un nuovo stop a cibi e bevande a base di cannabis light. La Commissione europea sarebbe infatti pronta ad obbligare i produttori di canapa ad eliminare la parte della pianta contenente CBD per la fabbricazione di derivati alimentari già privi delle sostanze che sballano. Il CBD è, come sappiamo, la sostanza non psicoattiva, da non confondere con il THC, responsabile degli effetti psicotropi propri della cannabis. La notizia ha subito messo in allarme i produttori, che fanno notare come le regole proposte renderebbero l’economia della coltivazione di cannabis non sostenibile.

Qualora non si possano vendere o usare foglie contenenti CBD, gli agricoltori dovrebbero rinunciare praticamente a metà della pianta.

Le prime restrizioni alla coltivazione e al consumo di canapa sono cominciate con il trattato internazionale del 1961 che ha dichiarato la cannabis una sostanza narcotica soggetta a divieti in gran parte dell’Europa e degli Stati Uniti. Il programma di sovvenzioni Ue della Politica agricola comune ha permesso all’industria della canapa di continuare le sue attività in una zona grigia che prevede, dal 1999, una soglia massima di THC per evitare gli effetti psicotropi. Da qui la nascita di prodotti ‘cannabis light’.

Noi speriamo tanto che questa possibilità non si realizzi, perchè sarebbe davvero una normativa a dir poco medievale. Tutti, infatti, conosciamo i benefici della canapa industriale e del CBD, e gli intenditori sanno perfettamente che il suo uso è solo positivo.

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