Ecco perché la marijuana è illegale e l’alcol no

Spesso, anche tra amici, ci si imbatte in discussioni sull’alcol e la marijuana, soprattutto chiedendosi perché la prima sostanza sia legale in Italia e la seconda no.

Innanzitutto occorre fare una premessa: la storia degli alcolici e superalcolici é più lunga e complicata. Già dall’antico Egitto emergono documenti che testimoniano la presenza di birra ai banchetti; la cultura romana invece, venerava Bacco, dio dei vizi e del vino.

L’alcol è poi passato, in epoca più recente, sotto l’occhio severo del proibizionismo. La storia della cannabis è più semplice. Abbiamo testimonianze della presenza di marijuana anche ne
Il Milione” di Marco Polo (1298). Anche l’erba passa attraverso il proibizionismo, ma con una sorte ben diversa dall’alcol. Se l’alcol dopo la fine del proibizionismo viene tranquillamente venduto, l’erba, invece, è passata sotto il controllo della mafia che purtroppo ne gestisce il contrabbando.

L’alcol inoltre é tornato in commercio per via di un grande interesse da parte delle multinazionali, al contrario della cannabis che non viene coltivata da grandi aziende, ma da contadini in paesi sottosviluppati. Non essendoci nessun’azienda a contendersi il commercio della cannabis, i tentacoli della piovra mafiosa hanno ben pensato di stringere a sé il commercio delle droghe, non
solo quelle leggere, ma anche quelle pesanti.

Così legalizzare la marijuana significherebbe prima di tutto combattere la mafia, e se colpire quest’ultima e portare proventi nelle casse statali non fossero ancora motivazioni abbastanza valide per legalizzare, si possono analizzare distintamente gli effetti della cannabis e dell’alcol.

Nel 2014 le morti causate dall’alcol negli USA sono 30.722; mentre è quasi impossibile, ma non del tutto, trovare esempi di decesso a causa della sola assunzione di marijuana. Questo non solo
nel 2014, ma in tutta la storia. Il quantitativo di marijuana che porta alla morte per overdose, secondo la Dea (agenzia federale antidroga americana) consiste nell’assunzione di 20mila canne in un tempo di quindici minuti…un’impresa impossibile.

Ci sono mille motivazioni che rendono noto che l’utilizzo dell’alcol é più dannoso rispetto alla marijuana; ma il primo è legale, la seconda no.

Devono essere messi da parte i bigottismi e la paura della mafia. Quanti ragazzi devono ancora rischiare la vita spacciando in strada? Quanti ragazzi devono ancora stare male, nella migliore delle ipotesi, perché hanno fumato qualche sostanza diversa da quella che pensavano, prima che il governo faccia qualcosa di concreto? Quanti manifesti e quante scritte devono ancora occupare i muri delle città, le pagine social, le menti dei giovani – e non – prima di capire che non è vero che “se l’erba è legale allora tutti diventano dei drogati”?

Noi ci auguriamo che le cose cambino presto, e siamo qui per portare una sempre maggiore consapevolezza riguardo questo tema così importante sia per l’economia che per la salute di tutti noi.

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