Tutto quello che c’è da sapere sull’olio di CBD

Il successo del CBD è assolutamente legato alle sue enormi potenzialità nei più disparati settori medici, tanto da essere indicato per trattare svariate patologie o per alleviarne i sintomi. In base a quanto emerso da una ricerca del 2013 pubblicata sul British Journal of Clinical Pharmacology, i vantaggi dell’olio di CBD sono, per l’appunto, molteplici e riguardano i più disparati campi di intervento nell’ambito del benessere del corpo e della mente.
Ad esempio, gli viene riconosciuto un potere antinfiammatorio e antiossidante, oltre che migliorare l’appetito e contrastare alcuni disagi dermatologici come l’acne e la psoriasi. Viene utilizzato con successo come anticonvulsivo nelle crisi epilettiche e come antiemetico ed è ben documentata la sua azione antipsicotica e ansiolitica.
Il cannabidiolo, secondo i ricercatori, è infatti in grado di ridurre i livelli di ansia in soggetti affetti da ansia sociale ed è efficace contro gli attacchi di panico, i disturbi da stress post traumatico e i disturbi ossessivi-compulsivi. Può essere utilizzato anche per combattere la depressione con un’efficacia di azione pari a quella dei tradizionali antidepressivi. È inoltre ovvio dire che, assunto prima di coricarsi, rilassa e regala un sonno ristoratore a chi soffre di insonnia.

L’elevata azione antiossidante dell’olio di CBD è invece legata al suo alto contenuto di vitamina C e di vitamina E: infatti, le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie sono state sfruttate con successo anche per migliorare la qualità della vita e aumentare la sopravvivenza in soggetti affetti da sclerosi laterale amiotrofica e per contenere la sintomatologia dolorosa dell’artrite reumatoide. La sua capacità di contrastare le malattie neurodegenerative come Parkinson ed Alzeheimer è, invece legata alla sua tendenza a proteggere le cellule cerebrali dalla tossicità beta-amiloide, ritenuta in parte responsabile di queste patologie. Sono risultati molto promettenti anche gli studi sui pazienti sofferenti di fibromialgia, dove l’utilizzo dell’olio di CBD riesce a tenere a bada il dolore e a migliorare il sonno nell’81% dei casi trattati. Anche le infiammazioni croniche dell’intestino, come la colite, traggono beneficio dal cannabidiolo e il calo dell’infiammazione porta con sé una riduzione dei dolori addominali e della dissenteria.

Per ciò che concerne il dosaggio dell’olio di CBD, dato che ogni soggetto reagisce in modo diverso alla sua assunzione a seconda del suo metabolismo ma, in linea di massima, il consiglio valido per tutti è quello di iniziare con quantità molto ridotte di concentrazioni di olio per poi andare man mano ad aumentarne la quantità fino a quando si ottengono gli effetti desiderati, a seconda delle reazioni personali alla sostanza assunta. Solitamente, i neofiti dovrebbero iniziare con concentrazioni intorno al 5% mentre, chi lo utilizza da tempo, può arrivare al 25%.

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