M5s: una risoluzione sulla cannabis light

Non è stato emanato più alcun decreto legislativo che riguardi la vendita e produzione di cannabis light, a seguito della legge n.242 del 2 dicembre 2016.

Dal testo iniziale di questa stessa legge però, prima della sua approvazione, è stato eliminato il comma che regolava i termini normativi proprio delle infiorescenze di canapa stesse. Dal 2016, tantissime aziende hanno iniziato a coltivare la pianta di canapa, tante altre sono nate al fine di venderla, e molte di queste oggi hanno chiuso. È vero che molte di queste attività hanno chiesto un ricorso che poi è stato accettato, ma attorno a questo argomento c’è ancora una confusione non indifferente.

A causa del vuoto legislativo creato dall’eliminazione del comma nella legge 242, è nato molto trambusto su cosa fosse legale o meno e su che cosa si potesse commercializzare oppure no. La cosa più semplice che il governo potrebbe fare in merito è creare una normativa che regoli la commercializzazione della cannabis light con basso contenuto di THC. Dopo tre anni, però, non si hanno ancora vere e proprie regolamentazioni valide sulla questione.

L’ultima notizia in merito è stata una risoluzione presentata recentemente dal Movimento 5 stelle, che non ha valore legislativo ma unicamente formale. La richiesta del M5s chiede di:

Finanziare il settore di Cannabis light industriale come prevedeva la Legge 242/16;
Promuovere la coltivazione di nuove varietà con dei poli sementieri che possano favorire le piantagioni;
Inserire la canapa industriale all’interno dell’elenco delle piante officinali;
Stabilire delle macro categorie in cui identificare i vari prodotti;
Regolamentare la cessione di biomassa per le aziende che rispettano i requisiti previsti.

Ma ciò che ha fatto torcere il naso ancora una volta ai coltivatori di canapa legale è proprio l’ultimo punto: si richiede, infatti, di autorizzare la vendita di biomassa (e quindi anche dei fiori di canapa), senza però legalizzare la commercializzazione delle stesse infiorescenze. Oltretutto, questo provvedimento recherebbe a queste aziende dei danni economici non indifferenti, dato che la biomassa viene venduta ad un prezzo molto più basso rispetto ai fiori di canapa puliti ed essiccati.

Altri parlamentari oggi stanno proponendo delle nuove normative che possano determinare i parametri secondo cui la canapa legale si possa vendere oppure no. Ma il governo sembra non avere nessuna intenzione, per adesso, di risolvere il grande problema provocato da quella legge a metà. Oltretutto, sembra che i membri del M5s, che da sempre si sono dichiarati favorevoli alla legalizzazione della cannabis, abbiano forse cambiato idea sull’argomento, continuando a girare attorno alla questione e ignorando invece quelli che sono i veri problemi per le aziende e i coltivatori.

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