La normativa che regola la canapa legale

Oggetto di discussioni e diatribe politiche, talvolta racimola consensi mentre, altre volte, addirittura disprezzo: stiamo parlando della marijuana, sicuramente una delle piante più amate al mondo. Sono anni ormai che in Italia e in altri stati europei si parla di legalizzazione, però sinora sono state fatte solo tante chiacchiere e pochi fatti.

Solo l’Olanda è riuscita a far entrare la marijuana nella cultura di massa, e fra l’altro senza mai riscontrare alcun problema, anzi. L’economia e il commercio sono tornati floridi in questo Stato, così come il turismo. Amsterdam è una delle più ambite destinazioni europee. Però è servito a ben poco l’esempio dell’Olanda, visto che nel nostro Belpaese prevale ancora una mentalità retrograda.

La marijuana in Italia è illegale: è vietata sia la vendita che la coltivazione, a meno che la canapa non sia ad uso industriale. Ricordiamo quindi che l’uso a scopo ludico (ovvero fumare) è sempre vietato, anche per la cannabis light legale.

E’ proprio questa che ha fatto scoppiare la guerra nella Penisola: la famosa legge 242 del 2016 aveva, infatti, aperto le porte verso la coltivazione di canapa a bassissimo contenuto di THC, destinata ad aziende farmaceutiche, alimentari o tessili. Le infiorescenze sono legali se contengono THC in quantità minore di 0,5%. Se invece la canapa supera questa soglia, viene ritenuta illegale.

Se trovati in possesso della sostanza illegale si rischiano sanzioni amministrative (se viene considerata uso personale) e penali (grandi quantità, spaccio ecc.).

Emanata il 2 Dicembre 2016, approvata dalla Camera dei deputati e dal Senato, la legge n°242 dà le disposizioni per la coltivazione di canapa ad uso industriale e per la filiera agroindustriale della canapa.

Innanzitutto la legge indica che le varietà di piante coltivabili sono quelle iscritte nel Catalogo comune delle varietà di piante agricole. La coltivazione di queste varietà è consentita senza necessità di autorizzazione.

Poi, la legge specifica che dalla canapa è possibile ottenere :

Alimenti e cosmetici;
Semilavorati come fibra, polveri, cippato, oli e carburanti. Esclusivamente come forniture alle industrie;
Materiale destinato alla pratica del sovescio;
Materiale organico per bioingegneria e bioedilizia;
Materiale per fitodepurazione e bonifica di siti inquinati;
Attività didattiche, dimostrative e di ricerca;
Coltivazioni per florovivaismo.

E’ consentito, inoltre, l’uso per autoproduzione energetica aziendale. Si specifica anche che l’autorità competente dei controlli in materia è il Corpo Forestale dello Stato.

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