La canapa per l’alimentazione animale

Il Ministero della Salute ha inviato una nota alle Regioni e ai NAS riguardo l’uso di canapa e CBD nell’alimentazione animale.

Nel documento si legge che “la canapa è inserita nel catalogo comunitario delle materie prime per mangimi nelle sue forme pannello, olio, farina e fibra di canapa. La pianta intera e le sue parti, in stato fresco o trasformato, sono notificate in varie voci presenti nel Registro online delle materie prime per mangimi. Tali prodotti possono essere considerati conformi alla definizione di materie prime per mangimi: Prodotti di origine vegetale o animale il cui obiettivo principale è di soddisfare le esigenze nutrizionali degli animali allo stato naturale, freschi conservati, nonché i derivati della loro trasformazione industriale”.

Dopo il Ministero sottolinea di come sia possibile acquistare facilmente sul web alcuni prodotti, particolarmente il CBD ed suoi derivati, e quest’ultimo, essendo successivamente purificato e standardizzato, non viene considerato quale materia prima per mangimi ma ha, invece, tutte le caratteristiche di un additivo, quindi è vietato aggiungerlo ai mangimi.

Ne deriva che le materie prime a base di canapa sono ammesse per l’alimentazione animale solo nel caso in cui siano varietà di cannabis sativa L. con un contenuto massimo di THC dello 0,2%.

Tutti gli allevatori dovrebbero inserire nell’alimentazione del proprio bestiame la canapa, dato che è legale, perché garantisce una qualità eccellente dei prodotti finali senza gravare nè dal punto di vista ambientale nè economico.

Purtroppo questo tipo di alimentazione ancora sporadicamente viene utilizzato, a volte anche per la difficoltà burocratica che comporta avere certi tipi di coltivazione e, a riguardo, ci auguriamo che presto si possa trovare, dal punto di vista politico, una strada di accesso al mondo della canapa spianata, sia per la salute degli animali che per quella dei consumatori dei prodotti finali.

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