La canapa per bonificare i terreni

Un allevatore tarantino che ha perso tutto a causa dell’inquinamento del terreno ha piantato canapa per purificare le sue terre dalla diossina. E non è il primo che usa la canapa per purificare un’area in cui è presente un eccessivo quantitativo di inquinanti.

Già l’anno scorso Andrea Carletti, un socio di Assocanapa e presidente del consiglio di amministrazione dell’impresa agricola Le Terre del Sole, aveva destinato 12 ettari di terreno alla coltivazione di “Futura 75”, facendola funzionare come una sorta di pompa che assorbe dal terreno le sostanze inquinanti e i metalli pesanti, stoccandoli poi nelle foglie e nel fusto.

Scommessa che adesso è stata abbracciata , appunto, anche da da Vincenzo Fornaro, l’allevatore tarantino, che nel 2008 fu costretto ad abbattere duemila pecore a causa di contaminazione da diossina, generata probabilmente dal vicino polo industriale.

Nonostante ciò Vincenzo è tornato alla carica ed ha intrapreso la via della coltivazione di canapa.

Sfruttando il processo di fitodegradazione – che permette ad alcune piante erbacee a rapido accrescimento di assorbire inquinanti organici dal terreno – ha deciso di regalare una seconda chance ad un’area saccheggiata dagli inquinanti.

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