I terpeni ed i terpenoidi

Le piante di canapa sono ricche di composti chimici, portati a conoscenza di tutti da scienziati che ne hanno apprezzato le molteplici funzioni e proprietà; oltre ai cannabinoidi, quindi, troviamo i terpeni, responsabili dell’aroma e del sapore della cannabis. A questi si aggiungono, infine, i terpenoidi, che possono essere considerati i cugini dei terpeni, partecipando a molte delle loro funzioni.

Terpeni e terpenoidi sono citati spesso come sinonimi e i loro nomi sono considerati intercambiabili quando, in realtà, si distinguono nettamente per la rispettiva composizione chimica e solo in parte anche per gli utilizzi che di ognuna di queste molecole se ne possa fare.

Ci sono dei tratti in comune: entrambi si trovano nella resina dei fiori e contribuiscono alla fragranza. Per questo tutte e due le molecole vengono estratti dall’infiorescenza della canapa per derivarne degli oli essenziali.

Fondamentalmente i terpenoidi sono dei composti chimici che rappresentano un tipo di terpeni modificati e che, quindi, ad esempio, possono anche contenere eteroatomi come l’ossigeno. Si presentano come cinque isopreni di carbonio in diverse composizioni: si contano un numero approssimativo di circa 30.000 specie di tali molecole, ma alcuni sostengono che siano molte di più. Nella canapa sono presenti in numero maggiore tre classi di terpenoidi, che si distinguono essenzialmente per il numero di unità isopreniche che compongono la molecola. A seconda del numero si parla quindi di: monoterpenoidi e sesquiterpenoidi, mentre sono più rari nella canapa i diterpenoidi.

L’utilizzo più diffuso dei terpenoidi è negli oli essenziali, ottenuti mediante distillazione in corrente di vapore o spremitura. La molecola dei terpenoidi, poi, se isolata correttamente, viene utilizzata anche come base per determinati usi farmaceutici.

Se da un punto di chimico le differenze tra terpeni e terpenoids sono notevoli, la loro azione nella pianta della canapa è molto spesso sinergica, andando a contribuire entrambi ad alcune delle funzioni più importanti per la crescita e la conservazione della pianta. Questo spiega anche come mai i loro nomi vengano usati indifferentemente, ma occorre ricordare che in realtà si muovono nella pianta in maniera diversa. All’interno della specie vegetale della canapa sono stati rinvenuti circa 120 tipi di molecole, tra terpeni e terpenoidi.

Allo stesso modo di quanto accade per i terpenoidi, anche i terpeni sono utilizzati per gli oli essenziali, poiché gli uni e gli altri hanno l’effetto di sprigionare fragranze e aromi, utili per la pratica sempre più apprezzata dell’aromaterapia. Inoltre, gli odori che vengono prodotti da queste sostanze sono quelle che attribuiscono il tratto distintivo dei fiori di canapa e che servono per la pianta come insetticida e antifungino.

Entrambi, poi, possono fungere come principio attivo per un uso farmaceutico, dal momento in cui la scienza ne ha evidenziato le diversificate proprietà terapeutiche, anche solo a livello di molecole isolate. Quest’ultimo aspetto costituisce un territorio quasi inesplorato e sono quindi in corso molti studi al riguardo.

È comunque giusto sottolineare che certi tipi di terpeni sono anche responsabili del sapore che la pianta ha. Essi sono i diterpeni, che, a differenza dei monoterpeni e dei sesquiterpeni, hanno una struttura molecolare che li rende più pesanti. Quindi, se i monoterpeni e i sequiterpeni evaporando rilasciano la fragranza del fiore, i diterpeni rimangono nella cima della cannabis e influenzano il sapore dell’infiorescenza. Non solo, perché alcuni terpeni, come il limonene, è anche presente nelle foglie, per evitare che gli animali erbivori si nutrano la pianta di canapa. Anche il sapore, al pari della fragranza di terpeni e terpinoidi, ha una funzione protettiva per questa pianta.

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